STATEMENT OF FORMER PRESIDENT COSSIGA OF ITALY
Former President and now Senator for Life Francesco Cossiga wrote in an article in the weekly magazine Panorama, on 30 Oct 2003, offering advice to Prince Vittorio Emanuele, Duca di Savoia, on where he should and should not go when he first returned to Italy: “Napoli, da un punto di vista monarchico, è un luogo di scorribanda di questo ultissimo ramo dei Borboni delle Due Sicilie e disconosciuto persino dal re di Spagna, che distribuisce onorificenze patacche a tutti.” [trans: “Naples, from the monarchical point of view, is a place of incursion of the most distant branch of the Bourbons of the Two Sicilies and even unrecognized by the king of Spain, which distributes worthless honors to everyone.”]
This strident criticism of the princes of the junior line of the Royal House of the Two Sicilies may have come as a surprise since Senator Cossiga, when President of the Republic, had been persuaded to receive Prince Ferdinand and his attendants at the Quirinale Palace and accepted from him the specially invented “Collar of Merit” (the only other recipients of which was Signor Antonio Spada, and now Prime Minister Berlusconi) of the Constantinian Order. Since then the name of President Cossiga has figured prominently in the Roll and publications of the Castro Order.
The reaction of Prince Charles de Bourbon to this comment was not known until Senator Cossiga issued the following statement, through the agency ANSA, on 29th January: “Il portavoce del presidente emerito della Repubblica Francesco Cossiga rende noto che, a seguito dell’intervista di rilasciata dal Senatore a vita al settimanale “Panorama” il 30 ottobre 2002, “Carlo Borbone, del ramo cadetto della casa Spagnola dei Borboni delle Due Sicilie di Parma, gli ha comunicato la decisione di escludere dai ruoli del Sacro Militare Ordine Costantino di San Giorgio.
Il Senatore Cossiga, che già da tempo si era pentito di aver accettato da capo dello Stato questo supposta onorificenza, non rituale per la sua origine e natura, come amico della real casa di Spagna, non se ne rammarica: anzi ne gioisce!”.
From Il Tempo
OGGI, dopo essermi recato dal senatore Cossiga a Palazzo Giustiniani, ho rinunciato alla mia dignità di "Cavaliere Costantiniano" restituendo il relativo diploma di nomina. Quanto fatto al Presidente Cossiga è di una indegnità sulla quale non si può far finta di niente, come il "muro di gomma" romano suggerirebbe. Questa la mia rinuncia: Principe e Gran Prefetto Charles di Borbone delle Due Sicilie, Duca di Calabria Gran Prefetto del Sacro Militare Ordine Costantiniano di San Giorgio: la notizia, apparsa su "La Stampa" e purtroppo confermata, che il Signor Ministro degli Affari Esteri del Governo Italiano abbia revocato - a seguito della inopinata espulsione, avvenuta nel 2003, dall'Ordine che Ella, a tenore degli Statuti, rappresenta - al Presidente Emerito della Repubblica Italiana, il Senatore a vita Francesco Cossiga, il Cavalierato di Gran Croce, con Placca d'Oro, decorato del Collare, del Sacro Militare Ordine Costantiniano di San Giorgio del quale io stesso faccio parte nella mia dignità di Cavaliere di Grazia, mi obbliga a rimettere nelle Sue mani il relativo mio diploma di nomina. Lo faccio dopo aver ponderato non poco sulla gravità di questo mio gesto che, dati anche i nostri ottimi rapporti personali, mi dispiace sinceramente. L'offesa però che è stata perpetrata non solo alla persona di un uomo di Stato italiano e, di conseguenza, all'intera Nazione e a tutto il Popolo italiano quali che siano le colpe o i demeriti del Presidente Cossiga che non sta certo a me giudicare, è essa sì di una tale gravità che non mi consente di restare un momento di più nell'Ordine nel quale ero entrato nel 1990, dopo molte pressioni ricevute e nel ricordo della mia origine e della mia storia napoletane.
Essere "Cavaliere Costantiniano" oltre a questo forte legame con Napoli, era per me anche un modo per partecipare, "alla propagazione della Fede e alla glorificazione della Croce". Non c'era solo l'orgoglio di far parte di uno dei più antichi ordini cavallereschi ma di coniugare, senza retorica, una esaltante tradizione di gloria legata anche alla memoria di mio Padre Giovanni, l'ultima Medaglia d'Oro napoletana al valor militare proveniente dalla "Nunziatella", con una professione di fedeltà alla Chiesa e al Suo Pastore espressa da tanti illustri esponenti, uomini e donne, della mia Famiglia. L'offesa al Senatore a vita Francesco Cossiga mi obbliga, con convinzione, a un gesto forte di solidarietà anche se nel passato, quando ero non solo in servizio attivo ma addirittura in attività di comando, non gli ho lesinato le mie critiche sempre però con quel rispetto delle Istituzioni che mi viene dal mio passato e che in uno Stato di diritto è imprescindibile. Proprio Ella, Principe Carlo, non può in alcuna circostanza scordarsi di aver ricevuto dalla mia Repubblica - dalla Repubblica Italiana, nel 1996 - la massima onorificenza al merito, quella di Cavaliere di Gran Croce con una generosità tutta italiana e che non può che impegnare per tutta la vita. Scorrendo l'ultimo "Almanacco Reale " dell'Ordine, constato quanto numerosi, illustri e rappresentativi siano gli Italiani che ne fanno parte. Non mi rivolgerò però Loro affinchè seguano il mio esempio. Non ho nè voglio avere questa presunzione. Per quanto mi riguarda ritengo, senza contraddittori ripensamenti e nelle presenti circostanze, del tutto incompatibile il mio permanere in mezzo a Loro. Innanzi tutto l'Italia: non c'è per me onore più grande di essere "Cittadino e Generale" di questa Repubblica Italiana. A nessuno è consentito impunemente di vilipenderLa con gesti, come quello Suo e dell'Ordine che rappresenta, inaccettabili. L'occasione mi consente di inviarLe, come alla Sua gentile Consorte, la Principessa Camilla, ogni migliore saluto.
Gianalfonso d'Avossa (Generale) - Roma |
[Trans: “The spokesman of the President Emeritus of the Republic Francesco Cossiga makes known that following the intervention released by the Life Senator to the weekly “Panorama” of 30 October 2002, Charles Bourbon, of the junior line of the Spanish House of the Bourbons of the Two Sicilies of Parma (sic), has communicated the decision to exclude him from the rolls of the Sacred Military Constantinian Order of Saint George.
“Senator Cossiga, who for some time has regretted having accepted as head of State this supposed honor, not customary for someone of his origins and nature, as a friend of the royal house of Spain does not regret this: indeed he rejoices!”]
The Senator’s spokesman has evidently been slightly confused about the various branches of the House of Bourbon, managing to name all three in this statement, but nonetheless it is very clear to whom he is referring.
The President intervened again in a statement issued on 2nf March 2005.
8 - Adnkronos. Francesco Cossiga e' stato espulso dal ''Sacro Ordine Costantiniano di San Giorgio'' per aver contestato che possa essere conferito dal ramo "italiano" dei Borboni. L'ex presidente della Repubblica ha cosi' informato il ministro degli Esteri italiano, che ha di conseguenza revocato l'autorizzazione che si da' in caso di onorificenze estere. La notizia viene data dal portavoce del senatore a vita, con un comunicato nel quale si legge che ''il ministro degli Esteri italiano ha revocato al senatore Francesco Cossiga l'autorizzazione a fregiarsi della onorificenza di Cavaliere di Gran Croce del Sacro Militare Ordine Costantiniano di San Giorgio, ordine dinastico che il cosi' detto ramo italiano dell'ex-Casa Reale dei Borbone delle Due Sicilie afferma avere il diritto di conferire contro il giudizio del governo spagnolo, e che gli era stato conferito al momento della sua elezione a Capo dello Stato, in conseguenza del fatto che egli e' stato espulso da detto ordine con lettera di Carlo di Borbone, maritato Cruciani, cosi' detto 'Duca di Calabria', per aver egli in una intervista criticato le modalita' di conferimento di dette onorificenze ed aver affermato che, conformemente ai giudizi espressi dal Consiglio di Stato e dal Consejo de la Grandeza de Espana dello Stato spagnolo, il solo legittimato a concedere le onorificenze di questo antico ordine era il Capo del cosi' detto ramo spagnolo della Casa Reale di Borbone delle Due Sicilie-Parma, gia' insignito dal Re Juan Carlos I del titolo di Infante di Spagna''.
Francesco Cossiga ha quindi presentato un'interpellanza al ministro degli Esteri in cui chiede ''se il governo italiano intenda oppure no adeguarsi alla posizione assunta dal governo del Regno di Spagna che, in conformita' al giudizio di quel Consiglio di Stato e di quel Consejo de la Grandeza de Espana, non ritiene legittimo il conferimento delle onorificenze del Sacro Militare Ordine Costantiniano di San Giorgio della Casa di Borbone-Due Sicilie dal cosi detto 'principe' Carlo di Borbone, del ramo cadetto italo-francese maritato Cruciani, e pertanto decida di non piu' emanare decreti di autorizzazione a cittadini italiani a fregiarsi di dette indebite onorificenze, anche per rispetto della giurisdizione dello Stato spagnolo in detta materia, e di revocare quelli gia' emanati''

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